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13 novembre 2006

Due chiacchere con Massimo Bubola

Voglio rendere pubblico un scambio di mail tra me e Massimo Bubola ( vedi biografia su http://www.massimobubola.it/ ).

Caro massimo,
Sono stato al tuo concerto di Casalbuttano cr la settimana scorsa.
Farti i complimenti mi sembra il minimo grande repertorio e grandioso nella sua essenzialità il lavoro dei tuoi musicisti.
Avrei voluto scambiare con te 4 chiacchiere sulla battuta che alla fine del concerto hai fatto sulle cover band "diffidate di chi imita e sfrutta il genio degli altri"
.Mi hai messo in crisi, mi spiego:da un anno circa con un gruppo di amici abbiamo realizzato uno spettacolo incentrato sulla "buona novella" di fda, coinvolgendo nell'idea anche un coro,nel concerto trovano spazio anche alcuni miei pezzi, tutto senza fine di lucro se non la copertura delle spese.
Con grande impegno da parte di tutti siamo riusciti ad esibirci in pubblico 5 volte (molto seguite devo dire)con regolare programma siae.
Ci dobbiamo ritenere una entità dalla quale diffidare?Dobbiamo sentirci additati come volgari imitatori di fda?Mi sono reso conto che in giro ci sono numerosissime band che si rifanno a fabrizio e concordo con te che non tutte si distinguono da Massimo Ranieri, ma questo non è forse un segnale positivo, c'è tanta gente che propone cose di valore e tanta gente che le vuole ascoltare.Forse io arrivo tardi e forse di questo tema si è già discussoma mi farebbe davvero tanto piacere avere un tuo parere.nella scheda di presentazione dei nostri (pochi) concerti
c'è scritto:
Lo spettacolo della "RESTITUZIONE".Si è abituati a prendere, a ricevere, a rubare, a farsi proprie le cose degli altri .Restituire quanto riceviamo è sempre impresa un po' difficile.E' bello, è speciale, è importante restituire i sentimenti, le emozioni, il senso di giustizia, la libertà, l'amore, la fantasia, l'interesse per gli altri, il gusto di "farsi carico" che è dentro la musica di Fabrizio De Andrè .Confido in una tua risposta ciao Giovanni Bressanelli


Caro Giovanni,
mi fa piacere la tua lettera ed il tuo apprezzamento.
La mia critica era per un altro genere di personaggi che lucrano squallidamente, facendo un cattivo servigio alla memoria di un poeta, non certo a chi come te suona e diffonde un repertorio che va comunque suonato e riproposto.
C'è anche tanta gente che suona non solo pezzi di De Andrè, ma anche di altri come del sottoscritto scritti con lui, e a me appartenenti quanto a Fabrizio, ma non lo dice e non lo scrive sulle cartelle di presentazione degli spettacoli.
E quello che è più grave non è nemmeno curiosa di conoscere i suoi più importanti collaboratori e la loro produzione, perchè tutto è finalizzzato allo scopo, cioè di suonare e di avere quel po' di luce riflessa.
Ma quello che più colpisce è che questi, a differenza tua, non hanno capito le indicazioni che De Andrè ha dato attraverso i suoi collaboratori che la poesia continua e che non è un insetto morto da infilare su uno spillo e appendere in bacheca, sempre uguale a se stesso.
Bè, auguri per la tua attività musicale.
Ci sentiamo un saluto Massimo

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